Tecnologia, economia e cambiamento

Dopo le midterm, il conto lo pagano i titoli AI: Wall Street e Asia in rosso

Prima il rialzo, poi il crollo: come hanno reagito S&P 500, Nasdaq e le borse asiatiche alla vittoria democratica, perché a pagare sono chip e data center, e cosa guardare ora.

Martedì 3 novembre gli Stati Uniti hanno votato per le elezioni di metà mandato. I Democratici hanno conquistato sia la Camera sia il Senato, oltre a governatori chiave come quello del Texas. I mercati hanno reagito due volte, in direzioni opposte: prima un rialzo di sollievo, poi un crollo concentrato su intelligenza artificiale e semiconduttori, che stamattina si è propagato all’Asia.

Non è un tracollo generalizzato: è una correzione mirata sulla parte del mercato che più aveva corso. Ma le aspettative sono cambiate, e vale la pena capire perché.

Due giorni, due mercati

Variazione giornaliera degli indici americani

Chiusure di mercoledì 4 e giovedì 5 novembre

Mercoledì 4 novembre: il sollievo

  • Dow Jones+3,03%
  • S&P 500+1,58%
  • Nasdaq Composite+1,44%

Giovedì 5 novembre: il crollo

  • Dow Jones−3,44%
  • S&P 500−4,36%
  • Nasdaq Composite−5,52%
  • Rialzo
  • Ribasso
Fonte: CNBC. Le barre partono dalla linea centrale: a destra i rialzi, a sinistra i ribassi.

Mercoledì 4 è stata una giornata di sollievo. Il risultato netto ha tolto incertezza, il presidente Trump ha detto di accettarlo, e il Dow Jones ha fatto la sua miglior seduta dall’aprile 2025, con +1.569 punti. Il petrolio americano è sceso di oltre l’8% dopo che il vicepresidente Vance ha attribuito alla guerra con l’Iran la sconfitta repubblicana, alimentando le attese di una fine del conflitto. Ma già quel giorno si vedeva la crepa: Nvidia perdeva circa il 3%, mentre salivano banche, distribuzione e Apple, considerata meno esposta alla spesa in AI (CNBC).

Giovedì 5 la crepa si è aperta. Il Nasdaq ha perso il 5,5% ed è entrato in correzione, cioè oltre il 10% sotto il suo ultimo massimo. Il Nasdaq-100 ha ceduto il 6,3%, bruciando circa 2.300 miliardi di dollari di capitalizzazione (Yahoo Finance).

Prima e dopo

Gli indici prima del voto e dopo il crollo

  • 7.569 → 7.354S&P 500, dalla chiusura del 3 novembre a quella del 5: −2,8%
  • 25.371 → 24.315Nasdaq Composite: −4,2%
  • 51.787 → 51.523Dow Jones: −0,5%
Le chiusure del 3 novembre sono ricavate dalle variazioni del 4 riportate da CNBC (calcolo mio, arrotondato). Chiusure del 5 novembre: CNBC.

Messa così, la settimana è meno drammatica della singola giornata: il Dow è quasi dove era prima del voto. Il colpo è concentrato su tecnologia e AI.

Perché proprio i titoli AI

Il timore del mercato, riportato da tutte le fonti consultate, è che un Congresso democratico rallenti la costruzione dei data center, cioè il motore della spesa che negli ultimi anni ha trainato chip, cloud ed energia. Alcuni segnali concreti:

  • il senatore Bernie Sanders ha chiesto una moratoria nazionale sui data center;
  • in diversi Stati gli elettori hanno bocciato quesiti a favore dei data center;
  • la neoeletta governatrice del Texas, Gina Hinojosa, ha detto: “Dobbiamo fermare quello che stiamo facendo con i data center finché non avremo misure per proteggere i texani” (CNBC).

A questo si è aggiunta Qualcomm, scesa del 9% anche per previsioni deludenti sui conti.

I titoli più colpiti a Wall Street

Variazione di giovedì 5 novembre, valori approssimati

  • MACOM−18%
  • Astera Labs−17%
  • AMD−15%
  • Micron−15%
  • Arm−12%
  • Broadcom−10%
  • CoreWeave−10%
  • Nvidia−9%
  • Oracle−7%
  • −374 mld $valore di Borsa perso in un giorno dalla sola Nvidia
  • −11/12%il fondo indicizzato sui semiconduttori SOXX, la giornata peggiore da marzo 2020
Fonte: CNBC. Per il fondo SOXX la pagina riporta sia "oltre il 12%" sia "vicino all'11%".

Stamattina in Asia

Le borse asiatiche più legate ai chip hanno aperto dopo il crollo americano, e hanno amplificato il movimento. In Corea del Sud il Kospi è arrivato a perdere l’8,8% scendendo sotto quota 5.000, e la Borsa ha attivato il circuit breaker, fermando le contrattazioni per 20 minuti. Il Nikkei giapponese e il Taiex di Taiwan sono entrati in mercato orso, cioè oltre il 20% sotto i massimi.

Le borse asiatiche oggi

Venerdì 6 novembre, variazione in chiusura

  • Kospi (Corea)oltre −6%
  • Nikkei 225 (Giappone)−5,96%
  • Kosdaq (Corea)−5,03%
  • Taiex (Taiwan)−4,51%
  • CSI 300 (Cina)−1,44%
  • Hang Seng (Hong Kong)−1,32%
  • ASX 200 (Australia)−0,49%
  • −12%Advantest (Giappone, test dei chip)
  • −11,7%SK Hynix (Corea, memorie)
  • −11%SoftBank Group e Kioxia
  • −9%Tokyo Electron
Fonte: CNBC (chiusure; per l'Hang Seng il dato è dell'ultima ora di contrattazione). Kospi chiuso a 5.059,69, −11,7% sulla settimana; Nikkei a 57.434,77. Il calo di SK Hynix è riportato nelle cronache della mattinata.

La geografia del crollo è istruttiva: soffrono Corea, Giappone e Taiwan, dove pesano i produttori di chip e memorie. La Cina continentale e l’Australia, meno legate alla filiera dell’AI, perdono molto meno.

E adesso?

All’alba di oggi, ora di New York, i future americani erano contrastati: Nasdaq-100 in leggero recupero (+0,3%), S&P 500 a −0,35%, Dow a −1,3% (CNBC). Le cose da guardare nei prossimi giorni:

  • Il rapporto sul lavoro di ottobre, atteso oggi: il consenso prevede +59.000 posti e disoccupazione al 4,2%.
  • La Federal Reserve. I mercati prezzano circa il 70% di probabilità di un rialzo dei tassi di 25 punti base alla riunione del 9 dicembre (CME FedWatch, via CNBC). Tassi più alti pesano soprattutto sui titoli di crescita come quelli tecnologici.
  • Le prime mosse concrete del nuovo Congresso sui data center: per ora ci sono dichiarazioni, non leggi.

Anche bitcoin non è stato risparmiato: stamattina CoinGecko lo segnava a circa 75.600 dollari, −6% in 24 ore. Arriva dopo una settimana già difficile per l’hack di Binance.

La mia lettura, non un fatto: il mercato sta prezzando un rischio politico su un settore che era stato valutato come se la spesa in data center dovesse crescere senza ostacoli. Una correzione su titoli saliti moltissimo non significa che l’AI si fermi. Significa che il “quanto” e il “quando” sono diventati meno certi. Chi è investito tramite indici molto concentrati sulla tecnologia, come il Nasdaq-100, oggi vede quanto quella concentrazione conti anche al ribasso.

Contenuto a scopo informativo e divulgativo: non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o legale.

Tutti gli articoli